...questo e' uno zibaldone, un agglomerato di cose che mi interessano, senza soluzione di continuità.
Per ricordarmi del tempo che passa e che cosi' qualcosa resta...
Si tu no vuelves, se secarán todos los mares y esperaré sin ti tapiado al fondo de algun recuerdo Si tu no vuelves, mi voluntad se hará pequeña me quedaré aquí junto a mi perro espiando horizontes...
Si tu no vuelves, no quedarán más que desiertos y escucharé por si algun latido le queda a esta tierra que era tan serena cuando me querrias habia un perfume fresco que yo respiraba era tan bonita, era asì de grande, y no tenia fin......
Y cada noche vendrá una estrella a hacerme compañia que te cuente como estoy y sepas lo que hay dime amor, amor, amor....estoy aquí, ¿no ves? Si no vuelves no habrá vida no sé lo que haré... no sé lo que haré... no sé lo que haré...
Si tu no vuelves, no habrá esperanza ni habrá nada caminaré sin ti, con mi tristeza bebiendo lluvia...
que era tan serena cuando me querrias habia un perfume fresco que yo respiraba era tan bonita, era así de grande, y no tenia fin......
Y cada noche vendrá una estrella a hacerme compañía que te cuente como estoy y sepas lo que hay dime amor, amor, amor....estoy aquí, ¿no ves? Si no vuelves no habrá vida no sé lo que haré...
Y cada noche vendrá una estrella a hacerme compañia que te cuente como estoy y sepas lo que hay dime amor, amor, amor....estoy aquí, ¿no ves? Si no vuelves no habrá vida no sé lo que haré...no sé lo que haré... no sé lo que haré...
Si no vuelves no habrá vida no sé lo que haré.... no sé lo que haré...no no no no...
Si no vuelves no habrá vida no sé lo que haré... no sé lo que haré... no sé lo que haré... Si no vuelves no habrá vida no sé lo que haré...
(Se non torni si seccheranno tutti i mari e aspetterò senza di te, chiudendo dentro di me tutti i ricordi se non torni, la mia volontà diventerà poca e resterò qui assieme al mio cane spiando l'orizzonte...
se non torni, non ci sarà altro che deserto e ascolterò nel caso sia restato qualcosa a questa terra, che era così serena quando mi amavi c'era un profumo fresco che respiravo era così bella, così grande, infinita....
e ogni notte verrà una stella a farmi compagnia e ti racconterà come sto affinché tu sappia cosa accade dimmi amore, amore, amore, sono qui, non vedi? se non torni non ci sarà vita, non so cosa farò non so cosa farò, non so cosa farò...
se non torni, non ci sarà speranza ne ci sarà nient'altro camminerò senza di te, con la mia tristezza bevendo pioggia
che era così serena quando mi amavi c'era un profumo fresco che respiravo era così bella, così grande, infinita....
e ogni notte verrà una stella a farmi compagnia e ti racconterà come sto affinché tu sappia cosa accade dimmi amore, amore, amore, sono qui, non vedi? se non torni non ci sarà vita, non so cosa farò
e ogni notte verrà una stella a farmi compagnia e ti racconterà come sto affinché tu sappia cosa accade dimmi amore, amore, amore, sono qui, non vedi? se non torni non ci sarà vita, non so cosa farò non so cosa farò, non so cosa farò...
se non torni non ci sarà vita, non so cosa farò non so cosa farò, non so cosa farò... no no no no
se non torni non ci sarà vita, non so cosa farò non so cosa farò, non so cosa farò...
se non torni non ci sarà vita, non so cosa farò...)
tu non torni
non tornerà neanche l'estate e resteremo qui io e mia madre a guardare la pioggia...
Se tu non torni non torneranno neanche le rondini e resteremo qui io e mio padre a guardare il cielo...
Se tu non torni non tornerà nemmeno il sole e resteremo qui io e mio fratello a guardare la terra, che era cosi bella quando ci correvi con il profumo d'erba che tu respiravi, era cosi grande se l'attraversavi e non finiva mai.
Cosi stanotte voglio una stella a farmi compagnia che ti serva da lontano ad indicarti la via, cosi amore amore amore amore dove sei se non torni non c'è vita nei giorni miei...
Se tu non torni non torneranno i bei tramonti e resterò con me a contemplare la sera che era cosi bella quando ci correvi con il profumo d'erba che tu respiravi era cosi grande se l'attraversavi e non finiva mai.
Cosi stanotte voglio una stella a farmi compagnia che ti serva da lontano ad indicarti la via cosi amore amore amore amore dove sei se non torni non c'è vita nei giorni miei... Testi di Miguel Bosé
Ingredienti per i biscotti Bicarbonato - 1 cucchiaino raso Burro - 150 gr Cannella - in polvere 2 cucchiaini rasi Chiodi di garofano - in polvere 1/2 cucchiaino Farina - "00" - 350 gr Miele - 150 gr (o melassa) Noce moscata - in polvere 1/4 di cucchiaino Sale - 1 pizzico Uova di gallina - 1 Zenzero - in polvere 2 cucchiaini rasi Zucchero - 160 gr Ingredienti per la glassa colorata Coloranti alimentari - a piacere Uova di gallina - 1 albume Zucchero - al velo 200 gr
In una capiente ciotola sbattete il burro con lo zucchero fino ad ottenere un composto gonfio e cremoso: aggiungete la farina, le spezie, il miele, il sale l’uovo e il bicarbonato e impastate bene tutti gli ingredienti fino ad ottenere un composto omogeneo.
Avvolgete l’impasto di pan di zenzero nella pellicola trasparente e ponetelo in frigorifero per almeno 3 ore. Trascorse le ore necessarie, stendete l’impasto con un mattarello fino ad ottenere una sfoglia dello spessore di 4 mm; ricavate delle sagome con dei tagliapasta di diverse forme natalizie oppure a forma di omino.
Adagiate tutte le sagome ricavate in una teglia foderata con carta forno, distanziandole tra loro, e praticate su ognuna di esse un foro abbastanza largo (poiché durante la cottura tenderà a chiudersi) che servirà per appenderle all’albero di Natale; cuocetele per circa 10-15 minuti, poi sfornatele e fatele raffreddare.
Nel frattempo preparate la glassa montando a neve ferma l’albume e incorporando poco alla volta, sempre sbattendo, lo zucchero al velo; aggiungete eventualmente del colorante alimentare per colorare la glassa che deve avere consistenza soda e cremosa: ponetela in una tasca da pasticcere con la bocchetta liscia e molto stretta, e decorate a piacere i vostri biscotti di pan di zenzero.
Uscì dal bagno simile nell'aspetto agli dei immortali. Sedeva ancora sul suo seggio di dove si era prima alzato, proprio di fronte alla sua sposa, e le rivolse la parola: «Cara, a te, certo, più che a tutte le altre donne, diedero un cuore duro gli dei che hanno le case sull'Olimpo. Un'altra donna non starebbe lontano con animo tanto ostinato da suo marito, che soffrendo molte sciagure le giungesse dopo venti anni in patria. Ma via, mamma, preparami un letto! Voglio dormire anche da solo. Costei, si vede, ha proprio un cuore di ferro.»
E a lui rispose la savia Penelope: «Caro, non faccio, credi, la superba e non ti disprezzo né mi stupisco troppo: lo so bene com'eri quando andavi via da Itaca sopra la nave. Su, Euriclea, preparagli un buon letto fuori della stanza nuziale: il letto, voglio dire, che fece lui. Gliela collocate là fuori, la lettiera, e vi stendete sopra il saccone e velli e coperte e splendidi tappeti colorati.» Così parlava mettendo alla prova il marito. E Odisseo si rattristò e diceva alla sposa buona e fedele: «Donna, ben dolorosa è questa parola che dicesti. E chi mi collocò il letto da un'altra parte? Sarebbe difficile, penso, anche per uno molto esperto, a meno che non venga un dio in persona a metterlo con facilità in un altro posto, se vuole. Ma nessun uomo vivo di questo mondo, neppure se molto giovane e forte, lo può smuovere agevolmente con leve, perché c'è un grande segreto nel letto lì, ben lavorato. Lo feci io, non un altro. Ricordo bene: cresceva dentro il cortile una macchia d'ulivo dall'ampio fogliame, Era un ulivo in pieno rigoglio, fiorente: aveva un tronco massiccio come una colonna. E appunto intorno a questo tronco ci misi la stanza nuziale e la costruivo con un solido muro di pietra finché l'ebbi finita: e poi la ricoprii bene di tetto al di sopra, e ci posi le porte fornite di cardini, saldamente chiuse. E allora mozzai via la chioma dell'ulivo e sgrossavo il tronco a partir dalla radice, e lo levigai tutto intorno con l'ascia di bronzo, bene e con arte, e la raddrizzai a filo di squadra facendone il piede e il sostegno del letto, e lo traforai tutto con il trapano. Cominciando di lì, da quel tronco, costruivo e piallavo il resto del letto finché l'ebbi finito. Lo decoravo poi con oro e argento e avorio. E ci tesi una cinghia di cuoio lucida di porpora. Così ti rivelo questo segreto. Ma non so, o donna, se ancora è saldo il mio letto o se ormai qualche uomo lo collocò altrove, tagliando al di sotto il ceppo di ulivo.» Così parlava. E a lei si sciolsero le ginocchia, venne meno il cuore, al riconoscere i segni che con tanta esattezza Odisseo le aveva indicato.
Climb, climb into the rocket And we set the fuse to go, go go Head start, cosy in the rocket And I need to go, go, go,go Tip top ready for the sky Sd I'm tip top ready to go Tip top ready for the sky And I'm tip top ready to go,go,go
Come, come, fly into my palm And collapse Oh oh, suppose you'll never know
Nobody knows where they might end up Nobody knows Nobody knows where they might wake up Nobody knows Nobody knows where they might end up Nobody knows Nobody knows where they might wake up Nobody knows
Tick tack toe, you're fitting into place And now the old ways don't seem true Stick stop blue you're only changing i In the same old space you always knew Tip top ready for the rocket And I'm tip top ready to go Tip top ready for the sky And I'm tip top ready to go, go go
Come, come, fly into my palm And collapse Oh oh, suppose you'll never know
Come, come, fly into my palm And collapse Oh oh, suppose you'll never know
300gr farina 6 uova 300gr zucchero 1 limone 1 bustina di lievito dolci 2oo gr acqua 125 gr olio mais
Montare i tuorli con lo zucchero quindi unire la scorza grattata del limone. Montare gli albumi a neve ferma e aggiungere il lievito. unire insieme i tuorli, la farina,l'acqua. l'olio ed infine gli albumi a neve. Imburrare lo stampo a ciambella alto e infarinarlo. cuocere circa a 180° per circa 40 minuti
n. 2
INGREDIENTI 6 uova 300 gr di zucchero a velo 280 gr di farina 190 ml di acqua 120 di olio di semi una bustina di lievito per dolci una bustina di cremor tartaro (8 gr) scorza grattuggiata di un limone un pizzico di sale
Montare a neve i bianchi e aggiungete a metà "montaggio" il cremor tartaro. Setacciate in sequenza (non so perchè) la farina, lo zucchero,il lievito e il sale in una grossa ciotola. aggiungete gli altri ingredienti e amalgamateli con uno sbattitore o qualsiasi robot da cucina. Unite i bianchi a più riprese senza smontarli. Versate il composto nello stampo NON IMBURRATO (mi raccomando è importante) e infornate a 160° per 50 min e 175° per altri 10 min. Noterete che crescerà in maniera mostrosa il piccolino... Ora viene il bello. Una volta sfornato girate lo stampo e ponetelo a testa in giù sul collo di una bottiglia e lasciatelo così a raffreddare. Non vi preocupate non cadrà anche perchè non avrete imburrato lo stampo. Io l'ho lasciato così per tutta la notte, poi si è staccato facilmente. Raffreddarlo in questa maniera serve ad aumentare la morbidezza. Ora ponetelo su un piatto sempre con la parte superiore rivola verso il basso, vedrete che bell'effetto liscio. Io l'ho semplicemente ricoperto di zucchero a velo e adornato con delle fragole ma si può ricoprire con varie glasse o farciture. Non consiglio di tagliarlo e farcirlo internamente perchè è veramente molto morbido e non reggerebbe il peso. Vi posso assicurare che un dolce così morbido non l'ho mai mangiato. (dal blog: camalyca.blogspot.com)
n.3
- 8 uova - 1 + mezza "tazza da te" di zucchero (250gr) - 1 + mezza "tazza da te" di farina (300gr) - 70cc acqua - 1 limone grattug. e mezzo spremuto - 1 cucchiaino di Cremore di Tartaro - 1 bustina di lievito per dolci - 2 pizzichi di sale
Montare gli albumi a neve con il Cremore e un pizzico di sale. A parte montare i tuorli con un pizzico di sale ed aggiungere poco per volta tutti gli altri ingredienti. Unire gli albumi al secondo composto e mischiare con la mano o con un cucchiaio di legno, dal basso verso l'alto. Versare il composto in una teglia da ciambellone dai bordi alti ma con l'interno estraibile, senza ungerla. Infornare a forno caldo a 180°C per 45 minuti. Sfornare e mettere la teglia capovolta su una tazzina e far raffreddare. Toglierla dal testo e spolverare con zucchero a velo.