mercoledì 26 novembre 2008

La solitudine dei numeri primi



Furono gli altri ad accorgersi per primi di quello che Alice e Mattia avrebbero capito solo molti anni più avanti. Entrarono nella stanza tenendosi per mano. Non sorridevano e i loro sguardi seguivano traiettorie, divergenti, ma era come se i loro corpi fluissero con cotinuità l'uno nell'altro, attraverso le braccia e le dita a contatto.
Il contrasto marcato tra i capelli chiari di Alice, che ne incorniciavano la pelle del viso troppo pallida, e quelli scuri di Mattia, arruffati in avanti a nasconderergli gli occhi neri, si annullava in quell'arco sottile che li congiungeva. C'era uno spazio comune tra di loro, i cui confini non erano ben delineati, dove l'aria pareva immobile, imperturbata.
Alice lo precedeva di un passo e la trazione debole di Mattia ne equilibrava la cadenza, annullando le imperfezioni della sua gamba difettosa. Lui si lasciava trasportare e i suoi piedi non facevano rumore sulle piastrelle. Le sue cicatrici erano nascoste a al sicuro dentro la mano di lei.

3 commenti:

Cate ha detto...

Ciao Betta, mi sbaglio o hai "riammobiliato" la tua casa virtuale? Qui siamo sepolti dalla neve, pensa i tuoi due mostricini come si divertirebbero!

Com'è questo libro? Molti me ne parlano, e non so decidere se leggerlo o no!
Un bacio dai freddi
Cate

Holly ha detto...

Hi! I wish I could read Italian, your blog seems lovely. Thank you so much for kind comment. We are all fine, no need to worry. I resumed posting today, it's tough sometimes with a toddler! Take care...Best Regards, Holly

giorgio ha detto...

Buon Natale e Buon 2009.
Un abbraccio, Giorgio.