Visualizzazione post con etichetta cinema. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cinema. Mostra tutti i post

sabato 23 febbraio 2008

Cuore sacro



Cuore Sacro

di Ferzan Ozpetek

Irene (Barbora Bobulova) è una donna bella, ambiziosa ed è anche la ricca ereditiera dell'immensa fortuna dei Ravelli. Per raggiungere i suoi obiettivi non è solo disposta ad usare la sua influenza ed il suo grande fiuto per gli affari, ma anche a calpestare la dignità delle persone più care. Nell'intento di speculare sull'antico palazzo di famiglia situato nel centro di Roma, Irene scopre che la stanza in cui è vissuta sua madre fino alla sua precoce morte è ancora intatta, come se la donna che lei non ha mai conosciuto in realtà ci vivesse ancora. Quelle quattro mura nascondono un grande segreto la cui rivelazione - insieme all'incontro con una ragazzina molto speciale di nome Benny - cambierà completamente la sua vita donandole la forza e la voglia necessarie per offrirsi anima e corpo alle persone povere. Per dare ascolto cioè al suo Cuore Sacro, una cosa che tutti abbiamo ma alla quale in pochi sono capaci di dare pienamente voce.

A due anni dal grande successo de "La finestra di fronte", il regista turco Ferzan Ozpetek cambia radicalmente argomento e con il suo "Cuore Sacro" porta sul grande schermo la storia di abnegazione di una donna che dopo anni di vigliaccherie e scelte immorali in nome del dio denaro, riesce finalmente a liberare la sua anima da pesanti fardelli. Il percorso non è però dovuto ad una semplice voglia di remissione dei propri peccati o ad una presa di posizione rigida in tal senso, quello di Irene sarà un cammino graduale lungo il quale scoprirà la sua vera natura, ritroverà purtroppo solo nel ricordo una madre amorevole che tutti avevano etichettato come pazza ed imparerà a conoscere il significato dell'altruismo e della carità perché sente che è quella l'unica strada che può regalarle la pace interiore di cui ha bisogno.

Nonostante la scelta di una storia a sfondo religioso - sempre molto rischiosa - "Cuore Sacro" non rappresenta per Ozpetek un vero e proprio cambiamento perché in realtà tornano anche qui i temi tanto cari al regista che hanno di fatto decretato il successo - più o meno rumoroso - di tutti i suoi film. Parliamo del passato che è sempre dietro l'angolo a suggerirci la strada per il futuro, del ricordo delle persone care che scompaiono, delle scelte difficili e del coraggio di guardarsi dentro senza alcuna paura di quel che vi si può trovare. Insomma, anche qui il personaggio protagonista si trova di fronte ad una crisi d'identità, ma che stavolta arriva come un'illuminazione fulminea e capace di guarire la cecità che fino a quel momento non le aveva mai permesso di guardare oltre se stessa.

Un film stilisticamente ineccepibile, a tratti eccessivo (come quando usa l'immagine de "La Pietà" di Michelangelo, oppure nella scena della spogliazione vera e propria dell'attrice), che punta tutto sull'ambiguo potere del gioco luce/musicalità, sull'esaltazione pittorica delle scenografie e su numerosi piani sequenza atti a scrutare i luoghi e le emozioni sul volto della protagonista nei momenti di riflessione. Poi con il passare dei minuti le straordinarie musiche di Andrea Guerra ("La finestra di fronte", "Le fate ignoranti"), la solenne fotografia di Gian Filippo Corticelli ("Non ti muovere"), l'austera scenografia di Andrea Crisanti ("Il ladro di bambini"), la grande bravura di tutti gli attori di contorno scelti come sempre con grande attenzione dal regista, ma soprattutto la grande intimità instauratasi tra il sacro cuore di Irene ed il volto della Bobulova, contribuiscono parecchio ad alleviare una certa sensazione come di 'costruito'. Una sensazione che però non sparisce del tutto, lasciando a posteriori l'impressione che il tutto sia stato realizzato in maniera sì corale, ma principalmente per nascondere nella maniera più indolore possibile sia l'incapacità della storia di colpire fino in fondo lo spettatore, sia il fatto che probabilmente di veramente suo - di Ozpetek - ci sia molto poco, nonostante egli continui a dichiarare il contrario.

Il risultato è in definitiva che "Cuore Sacro" non costituisce a nostro avviso né il salto di qualità (come superbamente affermato dal regista in conferenza stampa) né tanto meno un passo indietro, ma nonostante non sia riuscito a convincere fino in fondo rimane comunque uno spettacolo piacevole, con finale a sorpresa ed una carica emotiva notevole.

Percorsi tematici

Le Fate Ignoranti - di Ferzan Ozpetek; con Margherita Buy, Stefano Accorsi.
La finestra di fronte - di Ferzan Ozpetek; con Giovanna Mezzogiorno, Massimo Girotti, Raoul Bova.
Saturno contro - di Ferzan Ozpetek; con Stefano Accorsi, Margherita Buy, Pierfrancesco Favino.

Titolo: Cuore Sacro
Regia: Ferzan Ozpetek
Sceneggiatura: Gianni Romoli, Ferzan Ozpetek
Fotografia: Gian Filippo Corticelli
Interpreti: Barbora Bobulova, Andrea Di Stefano, Lisa Gastoni, Massimo Poggio, Camille Dugay Comencini, Gigi Angelillo, Erica Blanc, Michela Cescon, Elisabetta Pozzi, Caterina Vertova, Stefano Santopago, Stefania Spugnini, Paolo Romano, Gianlorenzo Brambilla, Francesco De Vito, Barbara Folchitto, Erica Ajò
Nazionalità: Italia, 2005
Durata: 1h. 57'

Luciana Morelli, 25 Febbraio 2005
Medusa, 25 Febbraio 2005

martedì 1 gennaio 2008

Blake Edwards

• Il Figlio Della Pantera Rosa (1993)
• Nei Panni Di Una Bionda (1991)
• Intrigo a Hollywood (1988)
• Appuntamento al buio (1987)
• Un Bel Pasticcio (1986)
• Cosi’ e’ La Vita (1986)
• Micki e Maude (1984)
• Pantera Rosa. Il Mistero Clouseau (1983)
• I Miei Problemi Con Le Donne (1983)
• Victor Victoria (1982)
• Sob (1981)
• La Vendetta Della Pantera Rosa (1978)
• La Pantera Rosa Sfida l’Ispettore Clouseau (1976)
• La Pantera Rosa Colpisce Ancora (1975)
• Il Seme Del Tamarindo (1974)
• Il Caso Carey (1972)
• Uomini Selvaggi (1971)
• Operazione Crepes Suzette (1970)
• Hollywood Party (1968)
• Papa’, Ma Che Cosa Hai Fatto In Guerra? (1966)
• Uno Sparo Nel Buio (1964)
• Soldato Sotto La Pioggia (1963)
• La Pantera Rosa (1963)
• L’Affittacamere (1962)
• I Giorni Del Vino e Delle Rose (1962)
• Colazione Da Tiffany (1961)
• Operazione Sottoveste (1959)
• La Tentazione Del Signor Smith (1958)
• In Licenza a Parigi (1958)
• Off Limits (1957)
• Le Avventure Di Mister Cory (1957)
• He Laughed Last (1956)
• Mia Sorella Evelina (1955)
• Il Terrore Corre Sull’Autostrada (1954)
• Cruisin’ Down The River (1953)
• Marinai a Terra (1953)
• Sound Off (1952)
• Pian Della Morte (1948)
• I Cavalieri Azzurri (1942)
• Duello Infernale
• Appuntamento Al Buio Regia
• Peter Gunn: 24 Ore Per l’Assassino
• 10
• Sulle Orme Della Pantera Rosa
• Quando Una Ragazza è Bella
• La Grande Corsa
• Skin Deep - Il Piacere è Tutto Mio
• In Due è Un’Altra Cosa
• Operazione Terrore

lunedì 31 dicembre 2007

Il posto delle fragole



Sergio Trasatti su "Il posto delle fragole"

Fra tutti i film di Bergman "Il posto delle fragole" è il più famoso. À quello che ha dato al regista notorietà internazionale, è quello più osannato dalla critica, è quello rimasto maggiormente impresso nella memoria collettiva. Il film già nel suo apparire, nel 1958, aveva ricevuto l'Orso d'oro a Berlino e il premio della critica a Venezia.

"Il posto delle fragole" nacque in un momento di intensa attività dell'autore, specialmente sui palcoscenici teatrali. Bergman vi si dedicò con molta partecipazione, tanto che alla fine fu costretto a trascorrere alcuni mesi in clinica per un forte esaurimento nervoso.

"Il posto delle fragole" serena meditazione sulla vita e sulla morte, è una storia di conversione, perché il vecchio al termine dell'itinerario che si snoda attraverso il racconto, e alla fine dell'itinerario terreno, cambia atteggiamento nei confronti del prossimo rammaricandosi per il suo egoismo e per la sua freddezza. À un film della nostalgia per la giovinezza, l'estate che è passata e che non potrà tornare. À un film sugli affetti come valore primario della vita.

La costruzione è perfetta, l'intrecciarsi tra realtà, sogni e ricordi è dato da una sceneggiatura rimasta come un classico nella storia del cinema. Un apporto non indifferente è costituito dagli attori, a cominciare da quel Victor Sjöström, che è stato uno dei maggiori registi e attori svedesi, aveva 78 anni, la stessa età del suo personaggio (morì pochi mesi dopo l'uscita del film, il 4 gennaio 1960). Bergman volle fare un omaggio al suo maestro, e il maestro ripagò l'allievo con un'interpretazione da antologia. A differenza di molti altri film di Bergman qui tutto è lineare, nulla è oscuro. I pochi simboli sono chiarissimi, a cominciare dall'orologio senza lancette che indica la fine del tempo, e che il vecchio vede dapprima nell'incubo, poi tra gli oggetti che gli vengono mostrati dall'anziana madre. L'itinerario dal primo incubo al rassicurante sogno finale è quasi un inno alla vita e una esortazione a capirne la bellezza nel rapporto con gli altri Il comportamento giullaresco dei tre giovinastri accettati come compagni di viaggio esprime la spensieratezza di una gioventù gaia, ma tutt'altro che superficiale: tanto è vero che il tema del grottesco litigio tra i due giovanotti è l'esistenza di Dio. La risposta dell'anziano e della donna matura è in chiave poetica, allusiva, ma certamente non negativa. Qui il problema religioso è sfiorato con delicatezza, ma Bergman non rinuncia alla lezione sull'amore come momento di soluzione di ogni crisi, anche intellettuale. , dice alla nuora il professor Isak che ha dimenticato l'amore. , dice Evald alla moglie nel rifiutare l'amore che dà la vita a un nuovo essere umano.

[Da Ingmar Bergman di Sergio Trasatti "il castoro cinema" Editrice Il Castoro S.r.l.]

lunedì 14 maggio 2007

happiness isn't happiness without a violin playing goat



Anna Scott: I can't believe you have that picture on your wall.
William Thacker: You like Chagall?
Anna Scott: I do. It feels like how being in love should be. Floating through a dark blue sky.
William Thacker: With a goat playing the violin.
Anna Scott: Yes - happiness wouldn't be happiness without a violin-playing goat.